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lunedì 12 novembre 2007

Château Margaux 2000 - "Premier Grand Cru"


Lo Château Margaux è un campo viticolo tra i più famosi al mondo con una superficie di 262 ettari nel Médoc, situato in denominazione AOC Margaux nel comune di Margaux. Produce uno dei vini di Bordeaux più prestigiosi che porta questo stesso nome.
Il castello è di stile palladiano ed è stato costruito tra 1810 e 1816. È l'edificio di architettura neoclassica più importante del bordolese.
È stato concepito dall'architetto Louis Combe su quattro livelli. Le cantine, di una lunghezza di 100 metri e di una larghezza di 23 metri, possiedono una bella ossatura di quercia sostenuta dalle colonne doriche.

Château Margaux è un "Premier Grand Cru" secondo la classificazione ufficiale dei vini di Bordeaux del 1855 insieme a Château Lafite Rothschild, Château Latour, Château Mouton-Rothschild e Château Haut-Brion.

Nel 1879, Federico Pillet-Will acquista il vigneto di Château Margaux che apparteneva agli eredi del banchiere Alexandre Aguado. Investe somme considerevoli per rilanciare la proprietà, ma i suoi sforzi sono annientati dalla fillossera. È allora che egli lancia il concetto di secondo vino creando il “Pavillon Rouge de Château Margaux”.
Nel 1977, André Mentzelopoulos acquista e restaura tutta la proprietà. Questi investimenti segnano il ritorno di Château Margaux tra i Premier Grand Cru. Inseguendo il programma di investimento definito da suo padre, Corinne Mentzelopoulos, negli anni che seguono la scomparsa di André, cerca di fare fronte all'esplosione della domanda per i grandi vini di Bordeaux a partire da 1982. Si associa quindi, nel 1990, alla famiglia Agnelli che detiene la maggioranza, col 75% del capitale di Château Margaux. Questa associazione durerà fino al 2003, data del decesso di Giovanni Agnelli.
Il gruppo italiano rivende allora le sue parti a Corinne Mentzelopoulos che ridiviene l'unica azionista dello Château. Il prezzo del riscatto sarebbe stato di 350 milioni di euro. Attualmente, Corinne Mentzelopoulos conduce Château Margaux con l'aiuto dell’enologo Paul Pontallier.

I Terreni
I suoli sono costituiti dai graves günziennes medi e fini, di origine garonnese e di un spessore da 4 a 11 m. In alcuni casi le graves si mischiano con argille. Negli strati più bassi, si trovano delle zone calcaree.

I vigneti
Le vigne a bacca rossa coprono 87 ettari per una produzione annua che rasenta le 200.000 bottiglie. Sono composte per il 75% di cabernet-sauvignon, per il 20% di merlot, e per il 5% di cabernet-franc e petit verdot. 12 ettari sono invece piantati a sauvignon blanc destinato al vino bianco “Pavillon Blanc”.

I vini
Oltre a “Château Margaux” si produce anche un secondo vino, il “Pavillon Rouge de Château Margaux”, così come un vino bianco chiamato “Pavillon Blanc” che non può avere l'appelation Margaux, ristretta ai vini rossi. Possiede un denominazione AOC Bordeaux generica dunque.

I grandi millesimati
Tra i più recenti, i migliori millesimati sono 2005, 2003, 2000, 1996, 1990, 1989, 1983 e 1982. Dei millesimati leggendari che hanno fatto la storia e la fortuna di Château Margaux sottolinerei il 1900, 1928, 1937, 1945 e soprattutto l'eccezionale 1961, “un vino costruito per l'eternità".

Aneddoti
Ernest Hemingway amava talmente il vino di Château Margaux, che chiamò sua figlia Margaux Hemingway, e non Margot.

Degustazione
Preambolo: Ogni Sommelier che fa il suo lavoro con passione, come credo sia il caso mio, spera, nella sua vita lavorativa, di avere una serata come quella capitatami qualche sera fa. Un cliente (da solo) ormai abituale, Sig. N., sfogliando la carta dei vini richiama la mia attenzione e mi dice:”Questa sera vorrei bere bene, mi può aiutare nella scelta del vino?” “Molto volentieri” rispondo, tanto più che vedo che sta sfogliando la carta nelle pagine che riportano vini rossi di Bordeaux. “Vorrei un Premier Gran Cru, tra le annate che avete in carta, quale mi consiglia?” ……e sorride. “Ci sono grandi annate in carta e variano anche da Château a Château, ma il 2000 è sicuramente per tutti un grande comune denominatore”. E mentre parlo sento che mi viene l’acquolina in bocca. “Lei quale Château preferisce?”, continua… “I miei preferiti sono Latour e Margaux, senza togliere nulla agli altri. Purtroppo non abbiamo in carta Latour 2000, anche se il ’99 e soprattutto il ’96 sono vini meravigliosi. Credo che Margaux 2000 però sia un’esperienza unica…” Non ho ancora finito di parlare e lui dice “Bene, vada per quello!”.

Sensazioni
E’ sempre difficile avvicinarsi a un bicchiere di Château Margaux perché ci si aspetta sempre il massimo, l’irripetibile, l’eccelso; ma questo vino ogni volta ci ripaga con gli interessi, spiegandoci in modo tangibile il perché della sua fama. Agli occhi appare subito molto concentrato nel colore e di trama fitta. Al naso si apre potente con una gamma di profumi elegantissimi e di grande classe e finezza: viole, cassis, mirtilli, liquirizia, per lasciare spazio a note minerali di grafite e goudron.
Risalta una grande dolcezza dei profumi marcata da legni nuovi. In bocca è meraviglioso con un primo impatto deciso e avvolgente per poi cedere il passo alla leggendaria eleganza e finezza tipiche di questo vino che anche se supportate da questa struttura vigorosa non mancano di mostrarsi come il più tipico dei marchi di fabbrica dello Château.
Si dimostra muscoloso più di altre annate, i tannini sono più dolci e levigati del solito, segno di una vinificazione più moderna, l’acidità sostiene il tutto donando nervo a questo piacere liquido che in bocca finisce con una dolcezza paradisiaca che sembra interminabile. Un prodigio! Fenomenale! Superbo! Uno dei più grandi vini in assoluto che ho avuto il piacere di assaggiare in vita mia. Forse non sarà il vino fatto per l’eternità del 1961, ma è sicuramente la migliore annata della gestione Mentzelopoulos/Pontallier e una delle più grandi di sempre.
Château Margaux conferma ancora una volta che ripaga con gli interessi tutte le aspettative e ora posso dire che i 100/100 di Parker e di Wine Spectator sono meritatissimi. E’ stato imbottigliato nel novembre 2002, dopo più di 2 anni di affinamento in barili.

Vitigni
80% Cabernet Sauvignon, 10% Merlot, 7% Petit Verdot e 3% di Cabernet Franc. Per inciso il Sig. N. mi ha lungamente ringraziato della scelta fatta e ha lasciato anche 1/4 della bottiglia per poterla riassaggiare. Che Dio la benedica sempre e ovunque e grazie per i piaceri che mi ha fatto provare!

Alessandro Monti

8 commenti:

Massimo ha detto...

Una grande descrizione, che fa venire voglia di scendere in enoteca e farsi stappare una bottiglia di quello buono.
Complimenti.

Anonimo ha detto...

ma come avete fatto a bere un tal vino senza farlo aumentare di temperatura(in cantina la standar è di 12/14)dolcemente e quindi ossigenarlo il giusto tempo?
Per me rimane sempre un mistero il piacere di degustare al momento nei ristoranti tali vini

Aldo ha detto...

Leggendo la descrizione mi è venuta la pelle d'oca. Mi sono commosso. Grazie.

albertino ha detto...

ho 14 anni nella mia collezione ho 2 cheteau margaux 1996 e 2000 da cio che ho letto sembra l annata migliore xche nn lo bevo

Anonimo ha detto...

Margaux Hemingway era la nipote di Ernest Hemingway; dunque il nonno, che oltretutto era morto quando lei nacque, non avrebbe potuto darle il nome.

Anonimo ha detto...

Grazie, buon lavoro! Questa era la roba che dovevo avere.

Anonimo ha detto...

Ciao, ho trovato il vostro blog tramite Google durante la ricerca di primo soccorso per un attacco di cuore e il tuo post sembra molto interessante per me.

Anonimo ha detto...

Nice post. Grazie